PUN, PSV e Spread Spiegati Semplice: la Guida per Consulenti Energia
Cos'è il PUN, cos'è il PSV e come funziona lo spread? Guida chiara per consulenti e broker energetici per capire i prezzi dell'energia e spiegarli ai clienti.
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Perché un Broker Deve Padroneggiare Questi Tre Termini
PUN, PSV e spread sono le tre parole su cui si gioca ogni offerta di energia. Un consulente che le sa spiegare con chiarezza conquista la fiducia del cliente; uno che le confonde la perde. La buona notizia: dietro le sigle ci sono concetti semplici.
Questa guida li spiega in modo che tu possa, a tua volta, spiegarli al cliente in trenta secondi — e usarli come strumento di vendita.
Cos'è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)
Il PUN è il prezzo di riferimento dell'energia elettrica all'ingrosso in Italia. È il valore a cui l'elettricità viene scambiata sul mercato e cambia ogni ora, ogni giorno, in base a domanda e offerta.
Per il cliente la spiegazione è una sola: il PUN è il “costo all'ingrosso” dell'energia, quello che né tu né il fornitore decidete. È la base di partenza su cui poi si costruisce l'offerta.
- Offerte indicizzate al PUN - il prezzo segue il mercato, sale e scende
- Offerte a prezzo fisso - il prezzo è bloccato per un periodo, a prescindere dal PUN
Cos'è il PSV (Punto di Scambio Virtuale)
Il PSV è l'equivalente del PUN ma per il gas naturale: è il punto di riferimento dove il gas viene scambiato all'ingrosso in Italia. Anche il PSV varia in base al mercato.
La regola per il cliente è la stessa: PUN per la luce, PSV per il gas. Sono i due “termometri” del costo all'ingrosso dell'energia. Tutto ciò che il cliente paga in più rispetto a questi valori è ciò che differenzia un'offerta dall'altra.
Cos'è lo Spread (e Perché è il Tuo Vero Strumento)
Lo spread è il margine che il fornitore aggiunge sopra il PUN o il PSV. In pratica: prezzo finale del cliente = prezzo all'ingrosso (PUN/PSV) + spread.
Lo spread è la parte di prezzo su cui si fa davvero il confronto tra offerte. Due fornitori possono partire dallo stesso PUN ma proporre spread diversi: è lì che il cliente risparmia o spende di più.
- Spread basso - offerta competitiva, ma controlla sempre durata e condizioni
- Spread alto - margine maggiore per il fornitore, costo maggiore per il cliente
- Attenzione alle voci nascoste - costi di commercializzazione e oneri possono “mascherare” uno spread basso
Saper leggere lo spread — e mostrarlo al cliente in modo trasparente — è ciò che distingue un consulente da un semplice venditore.
Dalla Teoria alla Vendita: Confrontare in Modo Chiaro
Conoscere PUN, PSV e spread è il punto di partenza. Il passo successivo è confrontare le offerte rapidamente e mostrare il risparmio al cliente in modo visivo. Fare questo a mano, su decine di offerte, è lento e soggetto a errori.
Il comparatore integrato di Utenze in App calcola in automatico il costo finale tenendo conto di PUN, PSV, spread e costi accessori, e genera un confronto pronto da mostrare al cliente:
- Confronto su parametri reali - non solo lo spread, ma il costo finale completo
- Simulazione sui consumi del cliente - proiezione del costo annuo effettivo
- Report professionale - un documento chiaro che accelera la decisione
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